San Castrese

Comunità Parrocchiale | Marano di Napoli

Preghiera per gli ammalati e sacramento degli infermi

Venerdì 16 febbraio 2018 alle ore 11:00 la nostra Comunità Parrocchiale pregherà per tutti gli ammalati. Per coloro che lo desidera ci sarà la possibilità di ricevere il sacramento dell’unzione

Unzione degli infermi

Possono riceverla le persone ammalate, le persone anziane, chi deve subire un intervento chirurgico. Ogni credente che si trovi in una situazione critica di salute può ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi. L’unzione degli infermi si può ricevere anche più volte nel corso della vita; per questa ragione è opportuno che chiedano questo sacramento anche i giovani che, ad esempio, si sottopongano ad un’operazione delicata.

“Con la sacra unzione degli infermi e la preghiera dei sacerdoti, tutta la chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi, anzi li esorta ad unirsi spontaneamente alla passione e morte di Cristo, per contribuire così al bene del popolo di Dio”. (LG 11)

 

 
C’è un’icona biblica che esprime in tutta la sua profondità il mistero che traspare nell’Unzione degli infermi: è la parabola del «buon samaritano», nel Vangelo di Luca (10,30-35). Ogni volta che celebriamo tale Sacramento, il Signore Gesù, nella persona del sacerdote, si fa vicino a chi soffre ed è gravemente malato, o anziano. Dice la parabola che il buon samaritano si prende cura dell’uomo sofferente versando sulle sue ferite olio e vino. L’olio ci fa pensare a quello che viene benedetto dal Vescovo ogni anno, nella Messa crismale del Giovedì Santo, proprio in vista dell’Unzione degli infermi. Il vino, invece, è segno dell’amore e della grazia di Cristo che scaturiscono dal dono della sua vita per noi e che si esprimono in tutta la loro ricchezza nella vita sacramentale della Chiesa. Infine, la persona sofferente viene affidata a un albergatore, affinché possa continuare a prendersi cura di lei, senza badare a spese. Questo albergatore è la Chiesa, la comunità cristiana, siamo noi, ai quali ogni giorno il Signore Gesù affida coloro che sono afflitti, nel corpo e nello spirito, perché possiamo continuare a riversare su di loro, senza misura, tutta la sua misericordia e la sua salvezza.
Si tratta quindi di una prassi che era in atto già ai tempi degli Apostoli. Gesù infatti ha insegnato ai suoi discepoli ad avere la sua stessa predilezione per i malati e per i sofferenti e ha trasmesso loro la capacità e il compito di continuare ad elargire nel suo nome e secondo il suo cuore sollievo e pace, attraverso la grazia speciale di tale Sacramento. Questo però non ci deve fare scadere nella ricerca ossessiva del miracolo o nella presunzione di poter ottenere sempre e comunque la guarigione. Ma, è la sicurezza della vicinanza di Gesù al malato, anche all’anziano, perché ogni anziano, ogni persona di oltre 65 anni può ricevere questo Sacramento: è Gesù che si avvicina.
Ma quando un malato si pensa: “Ma, chiamiamo il prete, il sacerdote perché venga” – “No, no, ma poi porta sfortuna… o si spaventerà, l’ammalato”. Perché c’è un po’ l’idea che, quando c’è un ammalato e viene il sacerdote, dopo di lui arrivano le pompe funebri: e quello non è vero! Il sacerdote viene per aiutare il malato o l’anziano. Per questo è tanto importante la visita dei sacerdoti ai malati, perché è Gesù, presente nel Sacramento, che arriva per sollevarlo, per dargli forza, per dargli speranza, per aiutarlo. Anche per perdonargli i peccati. E questo è bellissimo!
Papa Francesco (26 febbraio 2014)
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